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GIULIO CESARE VANINI: IL NATURALISMO EROICO

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“Dissero che offendevi Dio. Ti maledissero, / ti compressero il cuore, ti legarono, / ti diedero alle fiamme, te, il Santo. / Perché non sei tornato dal cielo / avvolto nelle fiamme, per colpirli / i blasfemi, suscitare la tempesta / disperderne le ceneri di barbari / dalla tua terra e dalla tua patria! / Ma la santa Natura, che tu amasti / in vita, e che ti accolse nella morte, / perdona. E i tuoi nemici ritornarono / nella sua antica pace con te”. Hölderlin dedicò queste parole a Giulio Cesare Vanini, filosofo pugliese, vissuto a cavallo tra ‘500 e ‘600. Giustiziato come «ateo e bestemmiatore del nome di Dio» , pare che le sue ultime parole siano state: “Andiamo, andiamo allegramente a morire da filosofo”. I testi che ci sono giunti sono due: l’ Amphitheatrum aeternae providentiae (L’Anfiteatro dell’eterna provvidenza) e il De admirandis naturae arcanis (Delle mirabili nature arcane). Attraverso i quali, Vanini conduce una battaglia doppia: sul piano storico-politico, critica le isti...